Shadow DOM — la stanza antipanico del tuo sito web
Lo Shadow DOM è quella stanza segreta dentro la tua pagina web — con il suo CSS, i suoi eventi, e la silenziosa capacità di sparire dai tuoi audit SEO e da ogni crawler AI.
SEO tecnica, search intelligence e il codice che ci sta dietro — appunti da oltre 20 anni di lavoro sul web.
Lo Shadow DOM è quella stanza segreta dentro la tua pagina web — con il suo CSS, i suoi eventi, e la silenziosa capacità di sparire dai tuoi audit SEO e da ogni crawler AI.
Il report 404 di Screaming Frog è utile ma incompleto: manca il sommario, manca il filtro. Un piccolo notebook Python con Pandas colma il vuoto — e trasforma l'export in qualcosa che il content team leggerà davvero.
Google riscrive le linee guida per webmaster: via la flessibilità, dentro tre macro-categorie, una spinta verso HTTPS e il mobile-first — e un suggerimento contraddittorio sui link che, no, non mi convince.
Tutti sanno leggere e scrivere, ma non tutti sanno scrivere qualsiasi cosa. Sul copywriting digitale, quell'arte fatta passare per semplice che nessuno vuole più pagare.
Bing lancia il disavow degli URL e Google risponde con lo stesso strumento. Cosa fare coi link di bassa qualità, perché la pulizia manuale resta il primo passo da compiere.
L'email di invito sembrava SPAM, invece era reale: una settimana al campus di Mountain View con Googlers e Top Contributor. Sotto NDA, ma l'esperienza si può raccontare.
Panda non è ancora arrivato nel Bel Paese, ma i portali che verranno bastonati si vedono già. Meno visibilità, meno opportunità, meno conversioni: l'equazione è semplice.
Un tribunale impone a Google di rimuovere dal completamento automatico l'associazione di un nome con la parola 'truffa'. Censurare la serendipity non risolve il problema.
Google sforna il +1, un 'te lo consiglio' che di originale ha poco — il remake di un esperimento del 2008. Prima di scombussolare le pagine, conviene aspettare un po'.