Notifiche multiple su wordpress
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SEO tecnica, search intelligence e il codice che ci sta dietro — appunti da oltre 20 anni di lavoro sul web.
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L'email di invito sembrava SPAM, invece era reale: una settimana al campus di Mountain View con Googlers e Top Contributor. Sotto NDA, ma l'esperienza si può raccontare.
Panda non è ancora arrivato nel Bel Paese, ma i portali che verranno bastonati si vedono già. Meno visibilità, meno opportunità, meno conversioni: l'equazione è semplice.
Un tribunale impone a Google di rimuovere dal completamento automatico l'associazione di un nome con la parola 'truffa'. Censurare la serendipity non risolve il problema.
Sull'iPad manca il tasto destro e con lui il comando visualizza sorgente. Un bookmarklet con due righe di JavaScript risolve la mancanza — funziona anche sul browser desktop.
Google sforna il +1, un 'te lo consiglio' che di originale ha poco — il remake di un esperimento del 2008. Prima di scombussolare le pagine, conviene aspettare un po'.
Dai Google Labs spunta il word count: quante parole contiene una pagina prima ancora di aprirla. Utile per l'utente frettoloso, una gatta da pelare in più per chi fa SEO.
MIN non basta quando tra le tue date ci sono celle vuote. Una matrice di formule (CTRL + SHIFT + INVIO) che tiene conto dei casi limite e lavora per intervalli di celle.
La tassonomia è il motore dell'auto, la SEO la carrozzeria. Come una mappa logica del sito riduce l'abbandono e migliora le possibilità di essere trovati anche in long tail.