Vista alternativa dei risultati nelle SERP: Experimental Labs by Google
Google Labs prova tre nuovi modi di leggere la SERP: info, timeline e mappa. L'idea aiuta l'utente sulla carta, ma i risultati non collimano con gli indici — esperimento.
SEO tecnica, search intelligence e il codice che ci sta dietro — appunti da oltre 20 anni di lavoro sul web.
Google Labs prova tre nuovi modi di leggere la SERP: info, timeline e mappa. L'idea aiuta l'utente sulla carta, ma i risultati non collimano con gli indici — esperimento.
L'attributo DefaultValue di un controllo C# non imposta il valore di default: serve all'IDE per evidenziare le proprietà modificate. Come usarlo davvero, con un helper.
Il documento è in stesura ma vale la pena guardarlo oggi per sapere cosa ci aspetta. Frame in uscita, tag b e strong rivisti, e un netto orientamento al CSS per la grafica.
Un motore in salsa Web 2.0 tutto tricolore. La logica si ribalta: non è il motore a scandagliare la rete, sono gli utenti a sottomettere siti e keyword. Augurio allo staff.
Scrivere costa fatica, copiare è più facile. I falsari sono sempre esistiti, ma qualche arma in più c'è: link in firma, segnalazione a Google e — se serve — vie legali.
Una sottile differenza tra ciò che è lecito e ciò che puzza di imbroglio. Il keyword stuffing si riaffaccia nelle SERP — basta lo Spam Report per rimetterlo a posto.
Cento milioni di pagine e la promessa di cambiare tutto: libertà, comunità, trasparenza. Wikipedia sfida il mostro di Mountain View — troppo presto per dire chi vincerà.
Il dilemma di Amleto in chiave SEO. Google tratta ora i sottodomini come sottodirectory, ne cambia le SERP — e mi convinco ancora di più del valore del TLD locale.
Quei link aggiuntivi sotto al primo risultato. Cosa sono, come vengono assegnati dal motore e le condizioni che li attivano — trasformando il sito in un premio da esporre.